Chirurgia Refrattiva
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Chirurgia laser nella miopia

Cosa è?

Un modo per correggere la miopia, a parte che con l'uso di occhiali, lenti a contatto o lenti intraoculari, è la chirurgia laser.
Si possono usare varie tecniche, come la PRK o la LASIK.

In quali casi si esegue?

Nei casi in cui il paziente miope voglia fare a meno di occhiali o lenti a contatto.

Esami preoperatori

Esame oftalmologico completo, un test della capacità visiva, topografia corneale, parchimetria corneale (spessore della cornea) e pupillometria (dimensioni della pupilla).

Durante l'intervento

L'intervento è del tutto ambulatoriale e non richiede un ricovero. L'anestesia è di tipo topico con gocce. Nel caso in cui si utilizzi la tecnica PRK, l'intervento è molto rapido, circa 90 secondi per occhio, prima viene rimosso lo strato superficiale della cornea (epitelio), poi si attuerà il procedimento laser. In caso di tecnica LASIK il processo è leggermente più lungo in quanto si deve utilizzare un primo laser (femtosecondi) per preparare la cornea, ed il secondo laser (eccimeri) per effettuare il trattamento vero e proprio. Alla fine dell'intervento il chirurgo applica su entrambi gli occhi una lente a contatto che verrà rimossa in quarta giornata.

Precauzioni

E' importante venire accompagnati, perché dopo la chirurgia non si vede bene. Durante i primi giorni si deve rimanere a casa a riposo e con poca luce. Si dovranno mettere i colliri prescritti e riposare la vista.
Bisogna fare molta attenzione a non far cadere la lente a contatto.

Rischi

I rischi sono scarsi. Si potrà avvertire sensazione di occhio secco a volte per difficoltà a lubrificare l'occhio. Bruciore e forte lacrimazione sono comuni nei primi 3-4 giorni dopo l'intervento.

Specifiche

PATOLOGIA
miopia

ANESTESIA
topica con gocce

DURATA
5 minuti

NEL POSTOPERATORIO
riposo al buio

CONTROLLI
4 giorni dopo l'intervento

TERAPIA
con colliri nelle settimane successive

REINTERVENTO
in caso di insuccesso si può reintervenire

*terapia e controlli postoperatori possono variare su decisione del medico curante