Cross-linking Corneale
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Cross-linking

Cosa è?

Il cross-linking corneale consiste nel somministrare alla cornea una radiazione ultravioletta stabilita con lo scopo di rinforzarla e frenare la deformazione progressiva del cheratocono.

In quali casi si esegue?

Nei cheratoconi che abbiano ancora una buona acuità visiva, o che tollerino bene le lenti a contatto (almeno 7-8 ore al giorno), e nei quali si osserva, nei controlli successivi, una evoluzione topografica della patologia.

Esami preoperatori

Esame oftalmologico completo con topografia corneale e parchimetri corneale (spessore della cornea).

Durante l'intervento

L'intervento è molto lungo (45 minuti circa). Si esegue in anestesia topica con gocce ed è ambulatoriale. Come prima cosa il chirurgo rimuove la parte più superficiale della cornea (epitelio corneale) con una spatola smussa. Subito dopo viene applicata sulla cornea un collirio contenente una particolare proteina (Riboflavina), si attendono 10-15 minuti che la cornea assorba il collirio, dopodiché si applica la radiazione ultravioletta per 30 minuti. Alla fine del processo viene applicata una lente a contatto speciale che verrà rimossa dopo quattro giorni.

Precauzioni

Nelle prime 24-48 ore si possono avere fastidi come dolore, bruciore, lacrimazione e fotofobia (fastidio alla luce). La lente a contatto terapeutica applicata e l'uso di analgesici riducono i fastidi.
Bisogna fare attenzione a non perdere la lente a contatto.
Il cross-linking induce un processo di modificazione della struttura interna corneale, questo vuol dire che la cornea perde la sua normale trasparenza e di conseguenza la vista risulta un po' diminuita nei primi 2-3 mesi dopo l'intervento.

Rischi

Non esistono rischi rilevanti.

Specifiche

PATOLOGIA
cheratocono

ANESTESIA
topica con gocce

DURATA
45 minuti

NEL POSTOPERATORIO
riposo al buio

CONTROLLI
4 giorni dopo l'intervento

TERAPIA
con colliri nei 4 mesi successivi

REINTERVENTO
in caso di insuccesso si può reintervenire

*terapia e controlli postoperatori possono variare su decisione del medico curante